
Curcuma e parodontite
Feb 02, 2026
La parodontite o piorrea è una delle malattie più diffuse al mondo ed è caratterizzata da un’infiammazione cronica causata da microrganismi specifici che si trovano nella placca batterica che provoca, se non curata, la distruzione dei tessuti di sostegno dei denti (cioè del parodonto) e conseguentemente la loro perdita.
La parodontite è una malattia che può essere prevenuta e controllata.
Essa evoca, inizialmente, una sintomatologia non facilmente percepibile per chi non la conosce ma è sufficiente controllare la bocca per notare nella gengiva un cambiamento di colore, di forma, di consistenza, con frequente sanguinamento allo spazzolamento.
Spesse volte questa malattia può essere associata a malattie metaboliche quale il diabete ed è quindi un fattore causale che va attentamente controllato.
Terapia
Terapeuticamente, oltre alla rimozione della placca batterica, vera e propria terapia causale, l’infiammazione può essere ridotta da stili di vita corretti ed, in particolare, da un’igiene domiciliare accurata, associata però ad abitudini alimentari idonee basate su cibi che abbiano un’importante attività antinfiammatoria.
Tali cibi, agendo specificatamente e positivamente sui meccanismi di regolazione dell’infiammazione e sullo stress ossidativo, determinano una riduzione degli effetti negativi e distruttivi ad essi collegati.
Diversi sono i micro e macronutrienti con attività antiossidante ed antinfiammatoria a livello sistemico e, conseguentemente, anche parodontale, presenti sul mercato alimentare e farmaceutico.
La curcuma
Uno di questi, il rizoma della curcuma, con il suo componente bioattivo, la curcumina, presenta una serie di vantaggi metabolici assai significativi:
- un effetto antiossidante, proteggendo le strutture cellulari dagli effetti lesivi dei radicali liberi, riducendone il numero
- effetti antinfiammatori, riducendo o inibendo l’espressione di diversi enzimi, fra cui le metalloproteinasi
- un effetto antibatterico
- effetti epigenetici, modulando diversi enzimi, regolando alcuni micro RNA e coinvolgendo importanti controllori della cascata infiammatoria.
Uno dei problemi a cui la scienza sta dando soluzione è dovuto alla scarsa biodisponibilità della curcuma legato alla sua instabilità al PH intestinale, alla sua scarsa solubilità in acqua, e quindi alla sua liposolibilità che determina un assorbimento intestinale limitato.
Diverse sono state quindi le strategie, efficaci clinicamente, che sono state adottate per permettere un buon assorbimento:
- associare la curcumina ad un bio ENHANCER o incrementatore, metodica questa che aiuta l’assorbimento con, ad esempio, la piperina, alcaloide estratto dal pepe nero, con il te verde o con il te nero
- includendo la curcumina in una matrice di lipidi derivati dalla soia (forma questa chiamata fitosomica) e favorendone l’assorbimento intestinale che ricordiamo presenta una barriera-film acquosa che impedisce alle sostanze fortemente lipidiche di attraversarla.
Conclusioni
Le conclusioni della letteratura scientifica confermano che le malattie di stampo infiammatorio, fra cui primeggia la parodontite, possono essere meglio gestite intervenendo sull’alimentazione del paziente ed, in generale, sul suo stile di vita. La curcuma può e deve quindi essere quindi adottata come coadiuvante nella terapia parodontale, perimplantare ed implantare.
Va comunque ricordato che l’utilizzo di questi integratori alimentari va sempre associato ad una terapia parodontale professionale mirata all’eliminazione o riduzione della placca batterica presente attorno ai denti.
Quindi nessuna improvvisazione ma un consulto con il parodontologo sarà la chiave iniziale di un percorso riabilitativo appropriato.
Bibliografia:
- Checchi V., Grande F., Di Simone S., Tissino B., Ongaro F., Checchi L.
Rapporti tra curcuma e parodontite: analisi della letteratura
Dental Cadmos, settembre 2018, Volume 85, Numero 3, pagg. 126-134 - Ongaro F.
Mangiare ci fa belli
Milano: Ed. Piemme, Gruppo Mondadori,2013. - Menon VR Sudheer AR.
Antioxidant and anti-inflammatory pro properties of curcumin
Adv Exp Med Biol 2007; 595:105-25