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benzodiazepine in odontoiatria

Il ruolo delle benzodiazepine in odontoiatria

Viviamo in una società iperattiva, densa di attività e di richieste continue di prestazioni mediche ed odontoiatriche ottimali.
Se a tutto ciò si aggiunge l’aumento della vita media, un incremento ed ampliamento delle procedure terapeutiche con appuntamenti più lunghi (anche pomeridiani o serali), nonché nuove tipologie di pazienti odontoiatrici quali diabetici, cardiopatici, trapiantati, si devono poter ipotizzare nuovi aiuti terapeutici in ambito odontoiatrico.
A maggior ragione perché viviamo in una società dove, oltre alle categorie soprariportate, i pazienti fobici, quelli stressati e specialmente gli ansiosi hanno una grossa preminenza, non solo numerica, e affollano i nostri studi portandosi dietro, dall’odontoiatra, i loro problemi.

L’importanza della serenità dell’operatore odontoiatrico

L’odontoiatra, dovendo operare in ambiente difficile e ristretto (la bocca), non sterile e con più comparti (labbra, gengive, mucose, denti, palato, ugola, tonsille …), ha bisogno invece di silenzio, calma, serenità e staticità. Si ritrova quindi inevitabilmente a dover trattare questa tipologia di pazienti che… di pazienza proprio non ne hanno! Questo stato d’animo e questi atteggiamenti possono causare non solo il fallimento della terapia ma anche l’aumento del rischio di complicanze mediche (iperventilazione, svenimento, infarto, crisi ipertensive, sincope vasovagale, crisi epilettiche …) a sé stessi e, di conseguenza, anche … allo stesso dentista!

Che cosa bisogna fare?

È quindi necessario:

Un paziente rilassato rende il lavoro dell’odontoiatra molto più semplice e performante.

Ma come ottenere questa situazione, specie sui pazienti emotivamente complicati?

Le benzodiazepine

Tra gli ansiolitici, farmaci eccellenti per il loro effetto distensivo sul sistema nervoso centrale, voglio ricordare le benzodiazepine che, oltre a rilassare il paziente, possiedono anche un’azione anticonvulsivante.

Il paziente va istruito ad assumerle la sera prima della terapia, così da agevolare un riposo più lungo e rilassato, ed un’ora prima dell’intervento.
Questo farmaco si distribuisce assai bene nei tessuti, ha una buona emivita (proprietà che ci permette di prescriverlo in tempo e per tempo), è sicuro, ha un’azione rapida e permette quindi di lavorare in perfetta serenità, eliminando o diminuendo la severità di eventi avversi e specialmente rilassando il paziente.
Uniche controindicazioni all’utilizzo di benzodiazepine sono le allergie, il glaucoma e lo stato di gravidanza nei primi 3 mesi.
È importante comunque sottolineare come un uso continuo di questi farmaci possa portare a sviluppare una dipendenza fisica e psichica e quindi la loro somministrazione deve essere affidata ad un attento controllo dell’odontoiatra.

Conclusioni

La gestione della paura e dell’ansia fa parte della gestione integrale del paziente nello studio odontoiatrico e come tale va sempre ricercata.
Le benzodiazepine sono da prescrivere al paziente ansioso al fine di ridurre paura e ansia, producendo una relativa e specifica amnesia anterograda ed un certo controllo del dolore.

ansia-dentista

Bibliografia

Stanley Malamed
Handbook of Local Anesthesia
Elsevier Mosby 2004

Stanley Malamed
Medical Emergencies in the dental office
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L. Checchi, M. Montevecchi
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Dental Cadmos, 2013, 81 (8), pagg. 539-543

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