
Che cosa è la parestesia e come può un dente del giudizio causare una…



La parodontite, spesso chiamata piorrea, è una malattia infettiva cronica che colpisce i tessuti che sostengono il dente: gengiva, osso, legamento parodontale e cemento radicolare. Quando questi tessuti si infettano e si infiammano, la malattia può progredire nel tempo fino a compromettere il supporto del dente. Spesso il paziente si accorge del problema solo quando compaiono sintomi evidenti, ma la parodontite può essere presente da tempo in forma silenziosa.
Uno dei primi segnali è il sanguinamento gengivale
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La parodontite è una patologia infettiva, cronica e molto diffusa che, se non trattata, può portare alla perdita dei denti.
Alla base troviamo:
accumulo di placca batterica (biofilm) e tartaro
Se non trattata, evolve nella formazione delle cosiddette tasche gengivali
La parodontite nelle fasi iniziali può manifestarsi con segnali molto lievi, spesso sottovalutati.
I sintomi più comuni sono:
Se il sanguinamento gengivale è frequente o se compaiono più sintomi contemporaneamente, è consigliabile una valutazione parodontale, anche in assenza di dolore.
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Una diagnosi corretta non si basa solo sull’osservazione delle gengive.
Nel mio approccio clinico, la valutazione include:
Questo permette di impostare una terapia mirata e personalizzata.
Il primo passo è la cosiddetta terapia causale
Consiste in:
Questa fase è fondamentale perché:
Solo successivamente si valuta la necessità di trattamenti chirurgici.Va sempre considerato il mantenimento igienico professionale trimestrale nel tempo
La parodontite si può controllare e, in molti casi, prevenire.
Le basi sono:
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Negli ultimi anni è diventato sempre più chiaro il legame tra parodontite e condizioni sistemiche.
Tra queste ricordiamo :
Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante che va conosciuto e del quale bisogna avvalersene.
👉 piorrea e alimentazione
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È consigliabile una valutazione parodontale quando compaiono:
👉 Anche in assenza di sintomi evidenti, una visita permette di individuare forme iniziali della malattia
👉 devo andare dal dentista cosa aspettarsi
La parodontite non ha un andamento uguale per tutti i pazienti.Può progredire lentamente oppure presentare fasi di riacutizzazione ma spesso senza alcun dolore.
Se non trattata, può portare a:
La terapia parodontale non è mai solo un atto clinico esterno -vado dal parodontologo, mi curo e guarisco ma il risultato finale nel tempo dipende anche e specialmente dalla collaborazione del paziente.
Sono quindi fondamentali:
Dopo la terapia, il mantenimento igienico professionale è essenziale.
Esoo prevede:
L’obbiettivo della terapia parodontale non è limitarsi a trattare , circoscrivere e risolvere l’infezione, ma controllare nel tempo una malattia che può ripresentarsi se non viene gestita correttamente.
Per questo motivo, il trattamento non si esaurisce nella fase iniziale, ma prosegue con un mantenimento igienico che è parte integrante della cura.
La parodontite è una malattia che può evolvere a lungo senza dare segni evidenti. Per questo motivo, l’assenza di sintomi non è un elemento rassicurante.
Solo una valutazione parodontale accurata consente di definire la reale condizione dei tessuti di supporto del dente e di impostare, quando necessario, un percorso terapeutico adeguato e stabile nel tempo.
La parodontite si può guarire definitivamente?
La parodontite è una malattia cronica placca-dipendente che può essere controllata nel tempo attraverso terapia, igiene orale domiciliare e mantenimento costante.
Il sanguinamento gengivale è sempre segno di parodontite?
Non sempre, ma rappresenta uno dei segnali più frequenti di infiammazione gengivale e va sempre valutato clinicamente.
La parodontite fa perdere i denti?
Se non trattata può portare alla perdita dei denti. Una diagnosi precoce e una terapia adeguata permettono, nella maggior parte dei casi, di mantenere i denti nel tempo.
Ogni quanto bisogna fare i controlli?
Dipende dal rischio individuale, ma nei pazienti parodontali sono generalmente consigliati controlli e sedute di mantenimento ogni 3 mesi.

