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Vitamina C e malattia parodontale Studio Checchi Bologna

Vitamina C e malattia parodontale

Il concetto di malattia parodontale è basato essenzialmente su due componenti, da una parte un complesso microbico altamente eterogeneo, assai attivo, stabilmente aderente alle superfici dentarie denominato placca batterica e, dall’altra parte, un parodonto (tessuti che circondano il dente) che viene “infiammato” da questi batteri e dai loro prodotti con una sintomatologia clinica data da cambiamento di colore (da rosa a rosso scuro), edema (ingrossamento del “complesso gengivale”) e sanguinamento sia spontaneo (nel cuscino al mattino) che provocato (spazzolamento).
Premesso che la terapia ideale è e rimane sempre la rimozione della placca batterica sia professionalmente (ogni 3 mesi) che domiciliarmente (quotidianamente), vanno comunque prese in considerazione alcune sostanze che possono aiutare sia a diminuire i processi infiammatori che ad agevolare i processi di guarigione.

Quali vitamine per le mie gengive?

Abbiamo già parlato e descritto la curcuma, potente antinfiammatorio, nonché gli acidi grassi polinsaturi ovvero i pufa, importantissimi nel controllo dell’infiammazione, mentre oggetto di questo intervento sarà la vitamina C che è una vitamina idrosolubile, assieme alle 8 vitamine che compongono il complesso B.
La vitamina C venne isolata nel 1928 ed è universalmente riconosciuta quale fattore in grado di prevenire lo scorbuto. Meno noto è il suo ruolo nutrizionale nella biosintesi del collagene, nella regolazione dei livelli di ossigeno in risposta ad ipossia, nonché le sue importanti funzioni antiossidanti, sia a livello cellulare che plasmatico.
Tutto ciò porta ad alcune considerazioni cliniche e cioè l’importanza di avere una concentrazione plasmatica adeguata (range di riferimento: da 4 mg per ml fino a 15 mg per ml) nella terapia causale e post-chirurgica della malattia parodontale, con una importante attenuazione dei processi infiammatori ed accelerazione dei processi di guarigione e cicatrizzazione.
I LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) ne raccomandano un’assunzione nella persona adulta di 85 mg die nella donna, e di 105 mg die nell’uomo.
Va da sé che il rischio di carenza è ancor oggi presente in quanto sono molte le persone che non assumono abitualmente quantitativi adeguati di verdure fresche e di frutta maturata naturalmente. Va ricordato che la cottura degli alimenti contenenti vitamina C ne determina una perdita di circa il 50%.

Le fonti di vitamina C per le gengive

La frutta e la verdure fresche sono le sorgenti ottimali di vitamine per l’uomo tenendo presente che la concentrazione della vitamina C varia in relazione alla tipologia di frutta e di verdure prescelte, alla maturazione, ai tempi e ai modi di stoccaggio dopo la raccolta. I vegetali secchi come pure la carne in generali sono fonti poco valide. Lo stress, la gravidanza, l’uso di contraccettivi orali, il fumo e l’esposizione ad alcuni contaminanti atmosferici influenzano il metabolismo della vitamina C.
A questo proposito va ricordato che le persone obese presentano livelli plasmatici di vitamina C più bassi rispetto ai normopeso come pure i pazienti diabetici.
La capacità di assorbimento della vitamina C varia molto da paziente a paziente ma è sempre abbastanza limitata e dato che la percentuale di assorbimento diminuisce con l’aumentare della dose, conviene somministrarla in piccole dosi ripetute piuttosto che in un’unica dose massiccia.
In definitiva, tutti i processi infiammatori, compresa ed inclusa la malattia parodontale, abbisognano di una dieta varia, con alimenti ricchi di vitamina C, al fine di diminuire ed attenuare la risposta infiammatoria, accelerando al contempo i processi di guarigione post-chirurgici.


Bibliografia:
– Arienti G.
Le basi molecolari della nutrizione
4° edizione, 2016, Piccin Editore

– Costantini M., Cannella, Tomassi
Alimentazione e nutrizione umana
3° edizione, Ottobre 2016, Il pensiero scientifico Editore.

– Graziani F, Discepoli N, Gennai S, Karapetsa D, Nisi M, Bianchi L, Rosema NAM, Van der Velden U.
“The effect of twice daily kiwifruit consumption on periodontal and systemic conditions before and after treatment: a randomized clinical trial”
J Periodontol. 2018 Mar;89(3):285-293. doi: 10.1002/JPER.17-0148. Epub 2018 Feb 27

– SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana)
LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana
IV Revisione-II° ristampa, 2018

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